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La spocchia, l'arroganza e l'ignoranza di un pretenzioso uomo qualunque.

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martedì, marzo 30, 2004
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ECCO IL PRIMO PONTE CHE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

VUOLE ELIMINARE (COMUNQUE CARI VENEZIANI, VE LO AVEVO DETTO...)

Postato da: davidet a 15:47 | link | commenti (2) |

Cosa pensa della...

Cosa pensa della guerra in Iraq?

"Esattamente l’opposto di quello che pensa la Casa Bianca, ma non mi sento anti-americano a priori. Il punto è questo: dopo la fine della guerra fredda gli Stati Uniti sono rimasti senza nemico e se lo sono inventato, giustificando in modo ridicolo la loro aggressività con l’intenzione di liberare l’Iraq. In realtà volevano il petrolio. Date retta a me, che sono vecchio e il mondo l’ho girato in lungo e in largo: il tempo in cui i problemi si risolvevano con la guerra, oramai, è passato"

Come valuta il cinema americano degli ultimi anni?

"Un cavallo senza cavaliere corre più velocemente di uno costretto a portare a spasso il suo padrone, ma è molto probabile che vada verso la direzione sbagliata. Allo stesso modo, fatte le dovute eccezioni, i film americani più recenti puntano tutto su immagini strabilianti a effetto immediato, senza preoccuparsi di veicolare un contenuto sensato. Sono meravigliosi, ma non hanno effetto sullo spirito, sul cuore e sull’intelligenza"

Però lei dagli Usa si è portato a casa due Oscar, per Spartacus e per Topkapi, e la seconda statuina fa bella mostra di sé sulla mensola del caminetto…

"L’Oscar è un’eccezionale soprammobile e lo lascio in bella vista per farlo vedere ai giornalisti. Loro si entusiasmano, eppure io preferisco il quadro che gli sta dietro: un olandese del XVII secolo. A ben pensare, l’Oscar è davvero impertinente a stragli davanti…"

Lei è impegnato in attività di assistenza umanitaria…

"Ho creato un ospedale in Africa specializzato nella cura di una terribile malattia infantile, mentre in Afganistan ho aperto una scuola per giovani donne. A San Pietroburgo, infine, ho messo in piedi un orfanotrofio per bimbi i cui genitori sono morti di Aids"

(Intervista a Peter Ustinov, di Thomas Carta, da Repubblica 30-03-04)

Postato da: davidet a 15:41 | link | commenti (1) |

lunedì, marzo 29, 2004
"Ma non la De Filipp...

"Ma non la De Filippi, dico quell’altra, come si chiama… La Talpa!"

"Se, se….. la settimana scorsa hanno eliminato la Brigitte Nielsen"

"Così son rimasti Predolin, la Melillo e come si chiama…. Karim!"

"E io che credevo che la talpa fosse Brigitte Nielsen"

"Ohhh, ma io non so mica chi è la talpa sa, quel programma lo seguo poco…"

Postato da: davidet a 21:01 | link | commenti |

domenica, marzo 28, 2004
LEZIONI DI POLITICA ...

LEZIONI DI POLITICA LOCALE (Prima parte) - La Bologna che vogliamo

Chi sostiene che la bolognesità (ovviamente nell'accezione più ridicola del termine, cioè saper fare i tortellini, sapere cos'è il rusco e la gnocca) non conta un beneamato fico e che il sindaco di una città può essere reperito da ogni dove, visto che siamo in un mondo multiculturale e senza barriere geografico/sessiste/anagrafiche, proporrei allora un candidato sindaco che ha già fatto il sindaco (=esperienza) ma di un paesino della Lapponia, Skergenaardiev.

8mila546 anime infreddolite non sono poche e pensate che anche Viktor Paaloma (nella foto)

il sindaco che voglio proporre per Bologna, è stato a sua volta interpellato dalle sinistre moderate locali (Paaloma era un sindacalista galiziano in aspettativa) per via del fatto che alle ultime elezioni di Skergenaardiev, quelle del 1997, si era imposto alla carica di sindaco il più famoso salumiere della città, Aki Patakoonza (nella foto),

stravincendo in una città considerata fino ad allora la Stalingrado della Lapponia. Beh il nostro eroe Paaloma che ha stracciato due anni fa Patakoonza, si è stufato di fare tutte le cose per benino a Skergenaardiev e si è messo in vendita al miglior offerente. Finalmente l'opportunità per Bologna di un sindaco che sappia come spalare metodicamente la neve, che sappia come dirimere l'annosa questione delle slitte parcheggiate in terza e quarta fila e soprattutto un sindaco che sappia risolvere il problema delle cacche di renna lasciate sui marciapiedi.

Postato da: davidet a 13:14 | link | commenti |

mercoledì, marzo 24, 2004
"Perché Michael Bubl...

"Perché Michael Bublé canta?"

"Perché finge di aver scritto gli accordi e le strofe di Moondance?"

"Quante sterline sgancierà in royaltiesss a Sir Van Morrison?"

Postato da: davidet a 23:47 | link | commenti (1) |

"Kate, Kate, Kate…...

"Kate, Kate, Kate…."

L’ex collega Enrico Magrelli deve aver visto Laurel Canyon in compagnia di una qualche donna da conquistare. Ecco perché nella recensione su Film Tv (anno 12, n. 13) sostiene che nel film di Lisa Cholodenko siano "prevedibili i risvolti saffici". Semmai di prevedibile in questa libidinosa pellicola è il fatto che Kate Beckinsale non mostri seni, chiappe e vagina (mi vergogno quasi per il casto tono descrittivo…) ma che lo faccia straordinariamente, invece, Frances McDormand. Di prevedibile c’è che Natasha "bulbo oculare" McEhlone si vuole mangiare vivo Christian Bale fin dal primo campo e controcampo. O ancora: prevedibile è che il lesbismo e l’annesso voyeurismo maschile siano ancora un tabù sessuale difficile da superare, soprattutto per chi guarda e giudica. Sono due elementi che sul Laurel Canyon sbloccano lo stallo dei sensi. Smontano tesi moderatamente precostituite. Insomma, non sono di certo prevedibili. E poi sta povera, bellissima, sensazionale Kate dopo pagliacciate finto latex modello Underworld, facciamola un po’ godere, o no?

Postato da: davidet a 19:37 | link | commenti (2) |

martedì, marzo 23, 2004
"Io e Nicholas St....

"Io e Nicholas St. John non siamo stati influenzati dal femminismo, siamo stati influenzati dalle donne"

(Abel Ferrara a proposito della sceneggiatura del suo film L’angelo della vendetta - o meglio in originale Ms. 45, 1981- dove la muta protagonista dopo essere stata stuprata due volte decide di sterminare il genere maschile, travestendosi spesso da vamp e infine da suora)

Postato da: davidet a 15:38 | link | commenti |

lunedì, marzo 22, 2004
"Gli hanno tirato ...

"Gli hanno tirato i sassi, le pietre, le bottiglie. Lui era avvolto in un sacro sudario arcobaleno. Si avvicina la Pasqua anche per Piero Fassino...."

Fare informazione in Italia è difficile. Basta guardare il Tg3. I baluardi dell'opposizione giornalistica-televisiva sono costretti ad oscurare (glissare, tagliare, sfrondare) la parte di servizio in primo piano dove si inquadrano i 'disobbedienti' che attacano le quercine. Ora, la manifestazione per la pace di ieri ha compreso anche questo atto di violenza verso chi vuol tenere un piede in quattordici staffe, ma non mostrare l'accaduto significa disinformare (o no?)

Postato da: davidet a 15:56 | link | commenti (4) |