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La spocchia, l'arroganza e l'ignoranza di un pretenzioso uomo qualunque.

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martedì, giugno 29, 2004

NON CI STO

Mutuata l’esclamazione da Oscar Luigi, riporto la risposta di PIERO FASSINO ad una domanda di CURZIO MALTESE su Repubblica di oggi.

PF: "Un uomo politico non alza le spalle davanti al voto negativo. Lo rispetta e cerca con umiltà di capirne le ragioni. Come abbiamo fatto noi nel 2001, prendendoci anche qualche schiaffo"

CM: "Un souvenir di Piazza Navona?"

PF: "Moretti disse: "con questi dirigenti non vinceremo mai. Bene, sono tre anni, dalle elezioni di Verona del 2002 ad oggi, che questi dirigenti vincono".

Bene, ero a Roma nel settembre 2002. Le vendettine di Fassino lo rendono quel simulacro di essere umano che è, tutto slogan arrembanti ("guardi mentana io ho listone al 35%, state facendo falsa informazione!!!" urlò il 14 giugno in tv) e sguardi rigor mortis. Mi spiace avergli concesso questa rivincita, o almeno chi ha ricalato le brache ai DS provi a dire qualcosa nei prossimi anni su D’Alema e Fassino che lo spello vivo: li avete rivoluti voi a giocare ai ‘politici’, non io. Spero che Moretti li mandi a fare in culo. Altrimenti è come se ce li avessi già mandati io.

Postato da: davidet a 14:48 | link | commenti (1) |

SVANKMAJER

Stasera, come sostiene Repubblica, al pozzetto di vicolo Bolognetti ore 22e15 verranno proiettati Buio, luce, buio e I cospiratori del piacere di Jan Svankmajer. Il sottoscritto chiacchiererà con Silvia Staderoli, assistente alla regia di S., nonché conoscitrice totale della vita e delle opere di Jan. Sempre per Repubblica, però, S. sarebbe uno "scrittore, poeta e scultore ceco". Ecco l’unica cosa che funziona è la nazionalità, pensare a S. che scrive endecasillabi mi fa piuttosto ridere. (ma cosa fumano in via Parmeggiani?)

Postato da: davidet a 14:44 | link | commenti |

sabato, giugno 26, 2004

MORRISSEY E ALTRI DEMONI

SP, noto critico musicale di Zero In Condotta, mi deride quando gli dico: "Ho ascoltato, per caso, "Vauxhall and I" di un certo Morrissey… ". Mi deride perché non apparterrei a suo avviso ad una ‘naturale’ comunità rockettara che dovrebbe conoscere gli Smiths, i Cure (inciso: ascoltati due pezzi l’altra sera su MTV e saranno quello che saranno, ma per me la musica è altra cosa) e compagnia. Il punto è che vige anche la democrazia dell’ascolto e se io, mentre tutti si ascoltavano i Pink Floyd e i Led Zeppelin, andavo avanti a rufus thomas, pepper adams, nino ferrer, dr. John e b.b. king, non me la si può sempre menare dalla mattina alla sera. Comunque faccio un appello: non avendo mezzi per poter duplicare cd, nella fattispecie "Vauxhall and I", qualche buon’anima mi può fare un duplicato (magari anche di qualche altra perla d’album dell’uomo col ciuffo). Martedì riconsegnerò il cd in sala borsa ma "Now my heart is full" mi è rimasta nel cuore (e nelle orecchie)….

Postato da: davidet a 10:30 | link | commenti (9) |

mercoledì, giugno 23, 2004

So che nel mondo dei blog vige la regola: Breat Easton Ellis=genio. Ebbene, a me questo ciarlatano del nulla, fa pietà. Eppure Meno di zero mi aveva lasciato qualcosa, un non so che di insana curiosità riguardo al romanzo lungo, alla storia meno legata ad un supposto evo adolescenziale aurobiografico. Così mi sono ritrovato a comprare Glamorama (euro 11, scontati dal mio libraio di fiducia a 9,35) e a bloccarmi, inevitabilmente, a pagina 49. Io i libri li compro sempre, mi piace annusare l’odore di colla misto carta (in primis Einaudi, poi Mondadori e per ultimo l’odoraccio stantio di cantina dei tascabili Feltrinelli): questo per precisare che sono un doppio pirla. A livello sensoriale percepisco che sto per leggere qualcosa che non mi piacerà, ma il fatto di avere il libro tra le mani, sapere che è mio, mi soddisfa già parecchio. Ora, il problema di mister Easton Ellis ha un solo nome: onanismo autoreferenziale. Ovvero seghe planetarie amplificate in ambito letterario. La parvenza di una moralità (in Easton Ellis non esiste morale) è la cosa più insopportabile. E’ come vedere un film dogmatico di Von Trier. Entri in un vortice, in un gorgo e ti ritrovi sbatacchiato all’improvviso in un fosso, tutto sudato, senza un rene (copyright Elio e le storie tese) e soprattutto senza un perché. Penso che l’unica spinta derivi dall’emulazione da parte del lettore, dalla necessità di far parte di un circolo di fotomodelli dannati, non trovo altra spiegazione, perché non c’è scrittura, non c’è creazione, c’è solo l’enfatizzazione di paradossi, l’esergo iperbolico e abusivamente colto, la gonfiatura dell’anormale per renderlo fintamente maledetto. Così ci si può pagare l’attico sulla quinta avenue, ma al lettore DT gli si sono spaccate le palle.

Postato da: davidet a 13:58 | link | commenti (10) |

martedì, giugno 22, 2004

ACTORS (?)

Era da tempo che non uscivo dopo un’ora di film. E’ successo con Actors di non mi ricordo chi. Roba da far accapponare la pelle. C’è il solito attore di teatro che recita Shakespeare: è incompreso e guarda caso non riesce a spiccicare una parola quando deve girare uno spot per una marca di salsiccette. Ma vi pare, Riccardo III si e "Compra le salsiccette Pork&C." no? Ma andiamo, ma basta. Insomma questo attore è sfigato (gli va a fuoco la casa), ma in compenso ha una nipote di nove anni che è schifosamente saccente e saggia e gli dà consigli d’amore, gli suggerisce come avere stima in se stesso. Ma andiamo, ma vi pare? Poi Michael Caine, che non è più un grande attore perché a questa merda non ci si presta, stuzzica l’attorino al verde e senza più casa: facciamo un colpo assieme. Non sto a raccontare il pretesto per il colpo vista la puerilità e la ridicolaggine del medesimo, cito solo che Caine e l’attorino litigano spesso e la bambina onnipresente li riprende dicendo: "Siete come dei bambini!". Ma vi sembra? La bimba dà dei ‘bimbi’ ai grandi… Ma dove siamo finiti? E ancora: solo gli scellerati doppiatori italiani si inventano per un uomo d’affari londinese dal look very kitsch un biascicare con la ‘r’ moscia di Marco Pisellonio (da Brian di Nazareth). Insomma, una farsa idiota per i palati fini dell’Odeon sala D. Per la cronaca sono uscito quando la bimba per la seconda volta in un’ora dice (giuro): "Siete come dei bambini". Al rogo!

Postato da: davidet a 19:05 | link | commenti (5) |

INCONTRI

Ma quanto erano belle Fio, lafagotta e la sua C.? No davvero, sarò dozzinale nella scelta della parola, ma mi hanno illuminato la visione pre e postpseudoconduzione. Grazie

Postato da: davidet a 14:36 | link | commenti (7) |

sabato, giugno 19, 2004

 

SOTTO A CHI TOCCA

Ieri sera mi si avvicina una giovane donzella con una lattina di Heineken in mano e mi dice: "Posso presentarmi?" (o qualcosa del genere) "sono Marina P.". Uh, porca miseria, rispondo solo: "Avec plaisir". Eravamo in vicolo Bolognetti, così per precisare il contesto. E a proposito di testi, mi pare che Marina P. abbia parlato di "paratesti concettuali": questa ragazza mi stupisce e mi emoziona. Quindi, ora, a quando l’incontro con lafagotta, l’uliva, padmini, il buon fattore, diabolika, urlandofuriosa, latifah…?

Ma guarda caso un’occasione per chi ronza dalle parti di Bologna c’è:

LUNEDI’ 21 GIUGNO, ore 21e30, nel pozzetto di vicolo Bolognetti serata glamour

DA BOLOGNA (MONGOLFIERA) A BOLOGNA (ZERO IN CONDOTTA): 20 ANNI DI GIORNALISMO SENZA UNA LIRA.

Ospiti che non sto a dire altrimenti vengono troppe persone e il pozzetto non le contiene. Dj set: FEDEmc e Polaroid Family. Satira politica di Tuono Pettinato, Filo e Paolo Parisi. Conduce umilmente il sottoscritto. La birra però si paga, mi spiace.

Postato da: davidet a 20:33 | link | commenti (11) |

venerdì, giugno 18, 2004

Quanti condizionatori d'aria si comprano con "qualche migliaio di euro"?

(spero di non diventare mai un anziano da compatire 'politicamente'...)

Postato da: davidet a 17:35 | link | commenti (3) |

mercoledì, giugno 16, 2004

"Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati." (Bertold Brecht)

Postato da: davidet a 11:38 | link | commenti (2) |

lunedì, giugno 14, 2004

SCHERZAVO!

Ma gente, mica mi avrete creduto? Sono così contento che abbia vinto Cofferati che non sto più nella pelle. L'ho sempre sostenuto Sergio, l'ho amato, l'ho coccolato e gli ho anche dato 150 euro ad una cena elettorale. Guazzaloca buuhh, buuhhh, via via. Tutti a casa , oh oh, tutti a casa eh eh. Ma figuriamoci non c'è mai stata gara tra i due, ma come può un MACELLAIO, no gente, dico un MACELLAIO, governare una città importante, multiculturale, europea come Bologna? Altro che le tagliatelle del Guazza, gli assessori fascisti alla scuola di pace di Monte Sole e le gocce in piazza Re Enzo. Siamo finalmente tornati alla normalità, era ora, non ne potevo più di fare la parte del Tafazzi di sinistra. Non è vero, non è vero. Capito? Ho fatto del teatrino così per ridere, per ironizzare. Lo dico anche allo staff del nuovo sindaco, sia mai che abbiano bisogno di un portinaio.

 

Postato da: davidet a 19:39 | link | commenti (4) |

venerdì, giugno 11, 2004

 DIALETTICA POLITICA

Ore 1e16 della notte scorsa. Viali di Bologna di fronte ai casermoni dell’Hera. Una truppa di attacchini cofferatiani ha occupato tre quarti di spazio/parete metallico/elettorale. Tre aitanti giovani, mi pare mussoliniani, vorrebbero attaccare l’effige della nipotina ducesca, ma non c’è posto. Ne nasce una bella rissa, arrivano magicamente altre macchine: da una scendono altri crani rasati, dall’altra due-tre energumeni pelosi. Questo è il confronto elettorale bolognese a quasi 24 ore dal voto. Non si è parlato di nulla in questa città, nonostante i buoni propositi della madonnina Sergio, portata in processione per la città da ex politici trombati che fingono di non essere mai stati da queste parti. Se Guazza si è sottratto in modo ridicolo al dibattito, Sergio ha parlato solo di arte e cultura, di teatro e pittura, ogni cinque minuti. Se Guazza ha inaugurato soltanto piazze, Sergio si è fatto dire in fretta e furia i nomi di quelle piazze. Se Guazza si inginocchia e bacia i piedi del cardinale, Sergio non ha perso l’occasione di partecipare agli stessi dibattiti delle sale sirenelle, arci benassi, università, bar mikiemax, a cui era stata la sua precedente pari in grado cinque anni fa. E’ la piattezza del non scontro che mi irrita, è l’indecente mancanza di idee pratiche che mi sconvolge. Si è pensato solo alla parte esteriore del bottino, al prestigio nel mantenere o riconquistare il feudo perduto. Eppure io questa città la vivo, la respiro, la mastico. Nonostante le brutte facce la amo visceralmente. Potevo fare il sindaco meglio di questi due messi assieme. E’ populismo da portineria, ma non è che tutti nella vita possiamo diventare professori di estetica…

Postato da: davidet a 10:01 | link | commenti (7) |

martedì, giugno 08, 2004

HO APPENA SENTITO CHE SONO STATI LIBERATI GLI OSTAGGI (SE ARRIVERANNO DELLE SMENTITE NON LO SO, PER ORA LA SPACCIANO PER BUONA).

E’ UN PO’ IL TIMING DELLE BOMBE DI MADRID, DELLE TORRI GEMELLE A NEW YORK. HO I BRIVIDI LUNGO LA SCHIENA. SE PENSO A CHI STA DIETRO A QUESTE STRATEGIE DELLA TENSIONE MI VIENE IL VOMITO. E VOMITO ANCOR DI PIU’ QUANDO VEDO CHE NESSUNO LOTTA VERAMENTE PER SMASCHERARE LA GRANDE BUGIA. IL PROBLEMA VERO, PERO’, E’ CHE NOI NON ABBIAMO UN ZAPATERO O UN ZAPATISTA O PERLOMENO UNA SINISTRA ‘DI GOVERNO’ CHE SI DISTINGUA DAL GOVERNO IN CARICA. TRISTE DESTINO DELLE PECORE BELANTI, ANCHE DI QUELLE DELLA CITTA’ IN CUI ABITO CHE SI SPACCIANO PER ALTERNATIVA POLITICA MA CHE GIOCANO IL TRISTE RUOLO DELL’ALTERNANZA (DI PALAZZO).

INDIGNATO (E VE LO AVEVO DETTO)

DT

Postato da: davidet a 14:55 | link | commenti (4) |

domenica, giugno 06, 2004

E adesso il papa (nella foto 80 anni fa) avrebbe anche scritto un libro… Voglio dire, ma vi pare che un uomo con il Parkinson e 80 e rotti anni di età riesca a mantenere la lucidità e il tempo di incontrare presidenti di vari stati, preparare i relativi discorsi da fare con i presidenti succitati, informarsi su ciò che succede nel mondo, pregare, partecipare e coordinare liturgie varie, mangiare, andare al bagno infine curarsi e ANCHE scrivere un libro di 180 pagine? E’ anche per cose come queste che mi sento continuamente preso per il culo, perché il papa si e no, riuscirà a dettare qualche frase sconnessa per dieci, venti minuti (e poi in che lingua?). Non posso crederci eppure passi da Feltrinelli e c’è una vetrina intera dedicata al libro papale. Se poi vogliamo addirittura indignarci per il cinismo e per la volgarità dell’entourage vaticano, basta leggere il titolo del libro: Alzatevi, andiamo! Ma vi pare? A me dice di alzarmi? Ma stiamo scherzando? E lui vestito in quel modo, con le solite frasi sulla pace e i fratelli e le sorelle? Ma si è visto? Qualcuno ha perso il lume della ragione… speriamo sia un flop editoriale

Postato da: davidet a 23:09 | link | commenti (2) |

giovedì, giugno 03, 2004

ma era Bossi o Bin Laden al telefono di Radio Padania?

Postato da: davidet a 12:11 | link | commenti (6) |

Ho scoperto che spesso non me ne frega niente di raccontare qualcosa a qualcuno. Allora sto zitto e ascolto sempre gli altri. Attacco poster alle pareti della camera, compro magliette con facce e slogan, accudisco reliquiari sacri. Cado in uno stato di vergognoso torpore. Quando mi risveglio di solito è troppo tardi. Urlo al vento sciocchezze e banalità, sentenze piccate e risapute, mostro l’astio nel quale mi crogiolo, esibisco il nulla che mi accompagna.

Postato da: davidet a 11:59 | link | commenti (4) |