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La spocchia, l'arroganza e l'ignoranza di un pretenzioso uomo qualunque.

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mercoledì, settembre 29, 2004

sto ancora riflettendo sull'esatta opinione che ho riguardo alla pantomima in diretta tv a cui mezzo mondo ha assistito ieri sera...

ricordo comunque che per Baldoni nessuno ha alzato un dito...

Postato da: davidet a 13:48 | link | commenti (2) |

lunedì, settembre 27, 2004

E.R. E PARMINDER NAGRA

Il mio gusto del macabro tocca vette assurde. E’ iniziato di nuovo ER e nonostante tutto, me lo devo assolutamente vedere. Particolare elogio alla new entry Neela. Guardate che piccolo bocciuolo di rosa indiana è... (mi pare fosse la protagonista di Sognando Beckham... ed è pure nata nel mio stesso anno a distanza di quattro giorni)

Postato da: davidet a 23:26 | link | commenti (10) |

CATTOLICI AL CINEMA

Bergman e Bunuel sono editi dalla cattolica San Paolo, nota etichetta di sagrestani dell’audiovideo. Questo per dire che i cattolici, buoni/cattivi, di destra/di sinistra sono dappertutto. Ne ho trovato uno anche ieri dentro la vasca da bagno dell’Autohotel di Ravenna (peccato non fosse una cattolica). Comunque era da un po’ di tempo che Dio, Gesù, la Madonna e san Pancrazio non si manifestavano assieme in un solo film. Parlo della Susanna Tamarro e del suo feuilletton Nel mio amore, terrificante sandwich di sentimentalismi tagliati con l’accetta e di figurine pelose e sentenziose da Vangelo secondo Lei. Non tollero che si faccia del cinema solo per il gusto di affermare una dottrina religiosa (e filosofica) e, implicitamente, di renderla insuperabile e inattaccabile rispetto a tutto il resto. Il cattolicesimo dilaga nel film della Tamarro come un male oscuro, oscuro presagio, presagio dell’onnipresenza. Da lassù tutto è deciso, giustificato e diretto. Guai a chi pensa che il disegnatore del cosmo non sia quello amico del Papa, o del pretino della Tamarro story (che è un pretino che disegna madonnegesùsantiapostoli, fa il formaggio e bacia in bocca le pecore). Perché alla fine, dopo tutto quello che succede alla vita della protagonista de Nel mio amore, c’è sempre una stella friccicarella che brilla nel ciel, e tutti sappiamo chi ha acceso l’interruttore. Nemmeno Badget Bozzo è così integralista: vergogna!

Postato da: davidet a 23:13 | link | commenti (5) |

mercoledì, settembre 22, 2004

Alberto T. ha ancora 62 anni. Il forte e robusto detentore dello spermatozoo che ha dato vita al DT stava per lasciarci le penne. Aneurisma addominale, o giù di lì. Proprio mentre DT si risveglia dal torpore del sonno notturno l’AT decide che è il caso di lasciare il mondo dei vivi e si accascia a terra in cucina con il peso dei suoi 90 chili. Difficile per il DT chiamare il 118, difficile parlargli e tentare di tenerlo sveglio mentre le pupille gli si rivoltano all’insù e la bocca gli si attorciglia. L’abbiamo comunque preso in tempo, complice uno sbrego di 20/30 cm che parte dal petto e arriva fino al pube. Nonostante la sua assenza per non so quanti anni e la sua burbera e iraconda presenza fra le mura domestiche stasera gli ho stretto la manona e mi sono sentito un po’ più sollevato. Forza AT che anche sei state un grande stronzo, ti voglio bene e ti rivoglio vedere fumare una sigaretta di nascosto, giù nel cortile di casa, all’una di notte, mentre scende la neve.

Postato da: davidet a 22:59 | link | commenti (4) |

lunedì, settembre 20, 2004

Allora, ogni anno che si proclama una nuova miss Italia, ci sono due tizie in costume da bagno che si tengono abbracciate e ascoltano, sorridendo, una voce fuori campo che annuncia la vincitrice. Una volta emesso il verdetto, la seconda classificata comincia a baciare la vincitrice e poi arrivano in massa tutte le altre ad abbracciarsi e baciarsi. Ora, non posso credere che nessuna di queste tizie provi un po' di sano astio e rabbia verso la vincitrice. Perchè non fare una faccia delusa, triste, amareggiata? Perchè non calciare uno stinco della vincitrice? E ancora: perchè chi vince è sempre una ragazza semplice, acqua e sapone (e il dentifricio, no?), senza ambizioni, chi vivrà vedrà, intanto studio poi vediamo? Non esiste una che vince e che urla a tutte le altre: "sono la numero uno, sono la più figa brutte racchie rachitiche!"? Perchè celare le proprie volontà a favore di un inciucetto moralista e perbenista?

Postato da: davidet a 14:06 | link | commenti (15) |

venerdì, settembre 17, 2004

mi chiedo se esistono degli assicuratori in Florida...

Postato da: davidet a 16:48 | link | commenti (2) |

mercoledì, settembre 15, 2004

ABBANDONI LIVE

Ho probabilmente concluso l’ennesimo rapporto sentimentale, proprio una quarantina di minuti fa. La mia oramai ex ragazza ha capito quel qualcosa che io non sono in grado di dirmi da solo. Ho paura di dire ciò che provo, ho paura di fare male. Alla fin dei conti non ho nemmeno pianto. Probabile sia una merda d’uomo. Mi spiace per lei, per chi c’era prima, per chi verrà. Non riesco a capire chi sono e cosa voglio. E la notte reclama il mio sonno.

Postato da: davidet a 00:55 | link | commenti (13) |

martedì, settembre 14, 2004

LETTERE MAI SPEDITE

Tra poco inaugurerò una rubrica vanesia e ridicola come il mio blog, i miei pensieri, la mia vita. Sarà una rubrichetta dove scriverò quello che penso davvero di tutto e tutti. Il problema è che poi non potrò più uscire di casa. Allora che faccio, scrivo? "Ragioniere: scrivi?" (congiuntivo filinianamente anomalo)

Postato da: davidet a 12:50 | link | commenti (2) |

domenica, settembre 12, 2004

VENEZIA VAL BENE UNA MESSA

Di film ne ho visti solo 40 (più cinque titoli sdormicchiati) e pour moi il livello è stato più che discreto. Parlo della mostra mulleriana (postilla: Marco Müller mi sembra un uomo dalle forti perversioni, dico in privato, la notte, in compagnia di maschi e femmine), quella dei ritardi oblunghi, dei divi sobri e defilati, dei mezzi litri d’acqua a due euro. Su tutti piazzo Spike Lee, Guido Chiesa, Daniele Gaglianone, Saman Salur (Dalla terra del silenzio), Mike Leigh, L’enfant endormi (di Yasmine Kassari) e I tre stati della malinconia di Pirjo Honkasalo. In coda Placido che mi ha proprio deluso e un Amelio troppo garrulo e beato tra i complimenti di mezzo mondo giornalistico e che ha presentato un film assolutamente stitico. Le chiavi di casa ha tutti i difetti del prodotto assemblato non tanto per personali volontà, ma per quello che diranno gli altri (critici e pubblico). Manca la passione che spesso può pure stare dietro al filmare defilato, ad una regia che privilegia la staticità nell’osservare, che si concentra su piccoli gesti (guarda caso Mike Leigh). Così Amelio mi dà ancora di più la conferma di essere un palloncino gonfiato dagli amichetti critici e intellettuali, dai banchetti di corte e relativi cortigiani e mi espongo perfino nel dire che c’è una punta di estremo sadismo, di beneficenza aristocratica ottocentesca – la carità miserevole – nel riprendere e far lavorare Andrea Rossi per un’ora e quaranta. Infine un plauso al mio padrone di casa, il dottor Claudio, il quale, se gli (ci) riesce, pubblicherà un librone della madonna con prefazione di Tarantino. Ah, i b-movie, che estrema e liberatoria figata! Dopo un film di Wenders e uno di Antonioni…

Postato da: davidet a 15:37 | link | commenti (5) |