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La spocchia, l'arroganza e l'ignoranza di un pretenzioso uomo qualunque.

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martedì, aprile 26, 2005

(UN) FORSE NON TUTTI SANNO CHE … (RIFLESSIVO, METEOROLOGICO E LETTERARIO)

In Giochi da grandi, un film di tal John Curran, si parla di tradimenti. Corna riflesse come nei giochi dei bimbi ("specchio riflesso senza, pardon con, ritorno"), biologica necessità dell’intellettuale, salvifica terapia del corpo e della mente per chi la mente è abituato ad usarla freneticamente. Infatti i due protagonisti sono insegnanti di scrittura creativa, no dico, ci siamo capiti? Insegnare la creatività ("sto leggendo La morte di Ivan Ilijc, voglio tenerne un corso il prossimo autunno", dice Ruffalo sdraiato a letto verso la moglie mentre stanno per addormentarsi) è la frontiera intellettuale da conquistare nel nuovo millennio. Ne fanno però le spese, sappiatelo, la famiglia, i figli, la casa e la colazione abbondante. Illuminante in tal caso l’arrivo insperato di un idraulico panciuto e cinquantenne, che ammette candidamente ad una delle due mogli (casalinghe insoddisfatte dalla ‘creatività’ dei rispettivi mariti) che lo sta osservando mentre ripara una guarnizione: "sono felicemente sposato da 30 anni e ho due figli che si sono già sposati". Significa quindi che farsi inculare la moglie è prerogativa del proprio collega universitario, mentre tra idraulici c’è un patto di mutua assistenza sessuale che porta all’astinenza? Che strano classismo socio-sessuale all’americana…

Mentre guardavo i titoli di coda di Giochi da grandi, a proposito in originale s’intitola We don’t live here anymore (chissà perché siamo arrivati a tanto nel titolo italiano…), ho visto sgattaiolare fuori dalla sala il buon Roy M. Su Roy, facciamo pace? Sei ancora arrabbiato?

Vivere in una città dove l’escursione termica dalla notte al giorno è di 15 gradi (dagli 11 della notte ai 27 di mezzogiorno) è una questione preoccupante e drammatica che dimostra l’impossibilità dell’atmosfera di reggere l’impatto dei raggi solari. E’ inutile, nonostante tutte le vostre dimostrazioni di giubilo per il sole, per lo sdraiarsi in spiaggia a metà aprile, di cozze da piluccare in riva al mare al suono del mandulino: questo clima è estremamente dannoso per la salute. Punto e basta.

Crolli è il titolo di un libro di Marco Belpoliti. Dalla caduta del muro di Berlino alle Torri Gemelle passando da Chernobyl e Auschwitz, un viaggio sull’esasperante necessità di un senso morale ed etico nell’arte contemporanea a confronto con il reale. Pittura, fotografia, cinema, letteratura, tutte scandagliate arbitrariamente tra riflessioni di Augé ("in questo nostro mondo violento le cui macerie non hanno più tempo di diventare rovine"), Baudrillard e il bene e il male che viaggiano a braccetto, il disincanto di Susan Sontag e un Primo Levi quanto mai attuale. Breve e densissimo libello che appassiona e coinvolge fino ai commoventi e purissimi ringraziamenti finali: "dedico questo libro a mia madre, Dea Rosselli, la sua recente scomparsa è stata per me il crollo da cui ho dovuto rialzarmi". Chapeau, Marco.

Postato da: davidet a 15:36 | link | commenti (2) |

sabato, aprile 23, 2005

(UN) FORSE NON TUTTI SANNO CHE (FRIVOLO E TENDENZIOSO)…

Be Cool è un film. No, davvero, è un film. Pare che lo sia anche Comandante di Oliver Stone, dove, e siamo sempre dalle parti delle recensioni altrui, ad ogni battuta di Castro, Oliver, in controcampo, annuisce: come un Minoli, un Vespa, un camerlengo qualsiasi. Dicevamo Be Cool. Ecco appunto, qualcuno diceva qualcosa? Una cosa sola: era da tempo immemore che dopo 30 minuti di film non andavo al bagno con urgenza. Mi sono anche lavato le mani, risistemato i capelli e quando sono rientrato in sala ho quasi finto, per ravvivare lo spettacolo, di inciamparmi tra un gradino e l’altro.

La giornalista Polly Toynbee, del Guardian, ha fatto una sorta di patto con i suoi lettori/elettori labour: "Offro una molletta per panni da mettere sul naso per ogni elettore riluttante del Labour che andrà alle urne perché sa che questo è il suo dovere, nonostante l’Iraq. Mandatemi il vostro indirizzo e vi farò avere una molletta di legno con scritto sopra: "Vota Labour". La Toynbee in pochi giorni ha ricevuto più di 260 richieste di mollette. Meno male che i market pakistani stanno aperti 24 ore su 24.

Leonardo Boff è un ex sacerdote brasiliano, ispiratore della teologia della liberazione in America Latina, processato nel 1984 dal Sant’Uffizio. Boff ha una bella barba bianca e, dall’alto dei suoi 67 anni, un sorriso fanciullesco. In questi giorni ha affermato: "Quando una chiesa (con la minuscola, n.d.r.) non ha più sacerdoti come in Brasile, sia a causa dell’imposizione del celibato, sia per la dottrina astratta e lontana dalla vita concreta dei suoi fedeli, molti non la percepiscono più come un focolare e l’abbandonano… finchè ci saranno poveri e oppressi che lottano per la vita e per la giustizia ci saranno ragioni per vivere la fede come atto di liberazione, lo vogliano o no i custodi di una fede pura e irreale". Boff insegna etica e filosofia della religione all’Università di Rio de Janeiro e vive appartato nel Jardim Araras, una riserva ecologica nel comune di Petropolis. Ha una compagna e sei figli adottivi.

Postato da: davidet a 16:42 | link | commenti (2) |

mercoledì, aprile 20, 2005

Ho cercato di farmi una rassegna stampa completa sul dopopapa. Ho fantozzianamente acquistato: Liberazione, Il Manifesto, La Repubblica, Il Riformista, Il Foglio. Il Resto del Carlino l’ho letto al bar. Il Corriere della Sera non fa mai differenza leggerlo o non leggerlo su qualsiasi argomento. Beh, diciamo che non ho ancora finito di leggere. E questo è grave. Da qui deduco che una vera rassegna stampa merita una giornata intera di lettura. Ma non voglio sviare nessuno. Io sono estremamente preoccupato di questo cupo e tetro elemento salito sul trono pontificio. Un trono che già di per sé, in quanto tale mi mette i brividi. Non sono un teologo, nemmeno un filosofo, ma una cosa sola comprendo: da laico non posso pretendere che la chiesa (quella con la maiuscola che non metto) venga trasformata a mia immagine e somiglianza. Insomma, la chiesa innovativa e progressista che il bel mondo illuminista e ‘illuminato’ (tra gli illuministi e non tra gli illuminati ci sono anch’io, sia chiaro) vorrebbe che fosse, non potrà mai essere tale perché la dottrina cattolica detiene sempre, comunque e ovunque, una sorta di punto più alto di osservazione del cosmo. Non ci puoi fare niente, e detto per inciso nessuno fa nulla nemmeno un cenno, per far osservare a qualunque cardinale, vescovo o monsignore che sono esseri umani in carne ed ossa come te, e che la fede che li ammanta non li solleva da terra come potrebbe fare una gru o dell’elio pompato nelle vene. Da qui si deve partire per capire quanto la dottrina cattolica sia vetusta, bolsa, incartapecorita, tutta chinata su libri di teologia, a spulciare citazioni latine più furbette di quelle fatte il giorno prima. E’ questa fisiologica lontananza dal reale e dal quotidiano che fa della chiesa un emerito rudere. Un rudere sorretto da fedeli accecati dalla verità e sia chiaro la verità è una sola, e per farsela dire hanno bisogno di un papa che gli legga le sacre scritture, il vangelo, che gli spezzi molliche piatte di pane dandogli un valore cannibalmente simbolico. Davvero, ingenuamente mi chiedo: ma per credere in un dio, in una religione, in un accidenti di enunciato incomprensibile, ho bisogno di un papabuonocattivocosìcosìtedescopolaccosudamericano, di banche, di paramenti, di uno stato con guardie, burocrazie, impiegati, segretari, uscieri, cuochi, camerieri e sale da pranzo? Sta qui il punto di rottura: il dogma astratto a tutti i costi, quasi inspiegabile, e un’istituzione materialissima, che nulla si fa mancare in termini di comfort e oggetti d’antiquariato. Ma come fanno a convivere? Preferisco John Belushi che vede ‘la luce’ mentre canta James Brown che il direttore del tg5 Rossella che finalmente esclama: "l’Europa va evangelizzata presto, per questo è stato eletto così velocemente Ratzinger"…

Postato da: davidet a 17:25 | link | commenti (5) |

lunedì, aprile 18, 2005

Perchè in fondo io mi sento un po' come mi definì Roy M., una sorta di ufficio propaganda di forzitalia. Un po' sandrobondi e un po' schifani. Perchè tutti questi ingrati che prima adorano berlusconi e appena perde una tornata elettorale, gli sfracassano le palle. Si sta col capo, se ci si crede, fino alla morte. Si getta il cuore oltre l'ostacolo. Prendere la calcolatrice per vedere quanti seggi si recuperano togliendoli a forzaitalia e poi parlare di conseguenza è vile e maramaldo. Un'attività sleale che mi ricorda figure del mio passato, ma per carità nessuna ne cito, nessuna, quindi, si incazzi (tra l'altro sempre a leggere me, siete...). Lo dico agli ulivini, centrosinistri e affini: il collante per i moderati centristi dell'Ulivo è per un 3/4 di loro, l'antiberlusconismo, se cade silvio davvero rinascono la Dc, i socialisti e in più ci scarozziamo un bel partitone nazionalfascista. Il tempo del fare, del ricostruire la sinistra, del creare una forma partito che sintetizzasse il superamento del comunismo alla sovietica e lo statalismo cattocomunista italiota, è purtroppo finito. Berlusconi garantiva una sorta di temporeggiamento per ricostruire, purtroppo il coraggio e l'idealismo non appartengono a quei borghesucci di dalemafassino(ebertinotti, tié). Ora altri 50 anni di pentapartito con i ds al posto dei socialisti craxiani, non ce li toglie nessuno. il mio curoe è in tumulto diceva uno scadente regista di film fintocomici, così vi regalo questo:

Postato da: davidet a 13:04 | link | commenti (10) |

venerdì, aprile 15, 2005

MORIRANNO DEMOCRISTIANI (aka IL GIOCO DEL PIATTO RIGIRATO)

Ecco, Taribo suggeriva in un commento ad un altro post più sotto che moriremo democristiani. Io ribadisco: 'noi, dico 'noi' ulivi, unionini, centrosinistri moriremo antiberlusconiani, mentre la maggioranza di questo paese finirà sempre per ritornare all'ovile cattolicissimo della DC. Proprio non ne possono fare a meno. La sbornia berlusconiana pare sia finita, si torna al lavoro e alla preghiera, alle stragi di mafia e ai concorsi truccati. Guardate che abilità questi centristi: si sono presi dei ministeri, poi solo come un dc sa fare creano con un enfasi biblica una crisi di governo. Mica fanno nulla, mica abbandonano la maggioranza dicono solo usciamo dal governo. E' come quando sei di fronte ad una pietanza tipo pollo a destra e insalata a sinistra. Un democristiano è un grado di farti credere, semplicemente girando il piatto di 180 gradi (pollo a sinistra, insalata a destra), che stai mangiando dei cannelloni.

PS attenti che appena berlusca salta, Mastella, Letta Enrico, Rutelli e Prodi saltano sul carro DC... e non dite che non ve lo avevo detto (e noi qui a fare lingua in bocca con i cattolici...)

Postato da: davidet a 15:21 | link | commenti (7) |

lunedì, aprile 11, 2005

Lo so, mi sto facendo di nebbia.

E' che sto aiutando Berlusconi a tirarsi su dopo la batosta.

Mi ha offerto un contratto a tempo indeterminato come archivista delle sue barzellette (ne faremo presto un libro per la Mondadori): abbiate pazienza, su.

Postato da: davidet a 15:38 | link | commenti (8) |

martedì, aprile 05, 2005

(UN) FORSE NON TUTTI SANNO CHE… (DEMAGOGO)

Forse non tutti sanno che Piero Marrazzo (neo-presidente regione Lazio) è stato per un decennio un craxiano ad oltranza (Bobo Craxi: "almeno ringrazi mio padre") e che in Rai nemmeno gli uscieri (anzi, soprattutto gli uscieri) vi entravano a far parte senza che non vi fosse uno stormir di foglia partitica.

Forse non tutti sanno che Ottaviano Del Turco (neo-presidente regione Abruzzo) oltre ad essere stato un craxiano de fero, un sindacalista UIL all’epoca delle scale mobili, è stato paracadutato in collegi maggioritari delll’Emilia nel post tangentopoli per tenerlo al mondo artificialmente (chiedetelo a chi nel ’96 lo votò a San Lazzaro…)

Forse non tutti sanno che Spacca e Massi (chi ha vinto o chi ha perso nelle Marche credo importi poco a chiunque) erano nella gioventù democristiana assieme, quando essere DC voleva dire essere anche un po’ anticomunisti, antiqualunquisti, un po’ ciellini, un po’ peccatori (ma con la confessione la domenica), insomma di tutto un po’ per raccattare l’odierno voto moderatissimo e percentuali bulgare (?) come il 59% contro il 36%(!!)

Forse non tutti sanno che Agazio (ma che cazzo di nome è Agazio?) Loiero (neo-presidente della regione Calabria) è uno dei più anziani dinosauri della vecchia DC para andreottiana, candidato probabilmente più vicino politicamente ed ideologicamente a Follini e Casini (dico anche come scranni parlamentari) che, dico molto, a Massimo D’Alema.

Forse non tutti sanno che per sconfiggere Formigoni (Lombardia) e Galan (Veneto) il centro-sinistra ha candidato degli imprenditori. Ecco che c’è di male? Nulla, se non fosse che Berlusconi ce la mena da secoli sulla grande capacità dei non professionisti della politica di diventare politici. (in chiosa: spero in Montezemolo o Moratti presidenti del consiglio per il centro-sinistra)

Forse non tutti sanno che non esiste nella storia d’Italia un uomo politico che prima di vincere una qualsiasi competizione elettorale d’importanza dico almeno regionale, prima non abbia fatto il lattoniere, il barista, la lattaia, l’operaia della Sasib, il telefonista all’Enel, un insegnante delle medie. Tutti, dico tutti, i politici eletti nel centro-sinistra odierno appartengono alla classe politica da almeno venti anni o giù di lì.

Ecco giusto Nicky Vendola, l’unico che avrei votato con entusiasmo tra questa pletora di ex qualcosa, anche se (è una battuta sia mai, concedetemela) benedice cristianamente ogni preservativo che usa, sperando che non si rompa.

Ps oddio un bel po’ di entusiasmo nel vedere quel fascistone di Storace bofonchiare "Embè ho pezso, aò me magno a mussolini, bla bla, bla bla" è stata una gran bella sensazione…

Postato da: davidet a 14:38 | link | commenti (15) |

domenica, aprile 03, 2005

MORTO UN PAPA SE NE FA UN ALTRO

Soprattutto in questi giorni trovo conferma dell’impossibilità di potermi esprimere liberamente, in quanto laico malpensante, ateo per grazia di dio e in certi momenti della giornata piuttosto agnostico.

La morte del papa è stata in primo luogo la confusione totale tra pura fede, tra sentimento religioso e la melma istituzionalizzata del Vaticano. Caos babelico tra spiritualità e umanità sincera per la morte e la sofferenza di un uomo come tanti altri e l’elevazione a semidio del medesimo data da una delle più squallide e retrive istituzioni statali. Il clericalesimo è il vero colpevole di questa grancassa mediatica e di questa apoteosi della morte in diretta (rimango convinto che il papa sia morto da giorni ma che si siano costruite ad hoc le dirette tv). Le strutture ecclesiali, di uno stato che va ricordato è stato formalizzato dal caro ducetto nel ’29, hanno plasmato e continuamente rimodellato l’agonia sfavillante di un uomo fatto di carne e di ossa. Abbiamo partecipato involontariamente alla contrizione pavloviana che oramai accompagna ogni atto della Chiesa di Roma. E ora siamo ancor più succubi, ancor più servi di prima. Questo per quel che riguarda un giudizio su chi ci comanda, ma se volessimo entrare nel merito potremmo dire a tutti quei laici, a tutti quei piccolo borghesi che hanno paura di finire all’inferno e trasformano la loro naturale indifferenza in senso di colpa per l’ignoto che accadrà da morti, che si vergognino a diventare all’improvviso ‘cristiani’. La coerenza in un paese come l’Italia, in un paese di finti devoti, è merce rara. Giorni e giorni ad ascoltare peana per i viaggi del pontefice, senza raccontare quell’alone di carognetta che Giovanni Paolo si era creato attorno a sé fin dai primi anni di pontificato: la lingua in bocca con Pinochet e Videla, le proteste dei nicaraguensi oppressi a cui il papa intimava di pregare, il totale asservimento all’occidente secolarizzato ma che ha tanto bisogno di ‘spiritualità’, Giovanni Paolo, e con lui la chiesa, sono corsi dietro agli eventi, non li hanno mai compresi in anticipo, non hanno mai compreso la gravità dei drammi sociali se non dopo aver incassato gli assegni sui conti correnti delle banche svizzere (e vaticane). Le adunate oceaniche sono fumo negli occhi perché mentre questi milioni di giovani savi e puri pregavano la gente corrotta e impura moriva a fiotti di fame. E allora grazie di che, Woitjla? Grazie per una sequenza di mea culpa dopo lustri di omertà?

E ancora. L’Unità di ieri titolava, in pieno delirio agiografico: Il papa che voleva la pace. Ribalto e chiedo a Colombo che ha fatto dei master alla Columbia: ma quale papa dell’ultimo secolo, secolo e mezzo ha voluto la guerra? Ogni papa salito sul trono di Pietro ha per primo consolidato le truppe di aderenti, di simpatizzanti, di finanziatori, poi lo spirito, poi la fame nel mondo, poi i milioni di morti per aids in Africa solo perché il preservativo è male. Ma vi rendete conto cosa vuol dire mitizzare questo ex-papa? Per Woitjla aborto e eutanasia sono crimini contro l’umanità al pari di chi sgozza e uccide a sangue freddo; il divorzio e castità erano e sono tabù freudiani di cui nemmeno parlare. E ancora tutta sta storia del muro di Berlino. Ma che c’entra il papa e il cattolicesimo che in questi giorni sguazza nel raccogliere complimenti in merito? Un fico secco. L’impianto finanziario ed economico sovietico è caduto da solo, si è autodisfatto: essere come Forrest Gump nel momento in cui il crollo è avvenuto e passare di lì per benedirlo non è di certo lungimiranza storica, è il solito bieco, ma solenne, opportunismo chiesarolo.
Infine la morte. La morte per un cristiano è solo una tappa, una boa di transito verso il regno di dio. O almeno dovrebbe esserlo. La morte è dramma per chi non crede, per chi si affida alla vita materiale, al pragmatismo quotidiano. Lo dico per tutti questi miliardi di fedeli contriti che si scordano cosa gli dice la loro religione in forma base. Siate felici il papa ora se la gode anche alla ridicola facciaccia, da scout, vostra.

P.S. sì, sono malvagio, cattivo, meschino e misero, ma se qualcuno interviene, intervenga sul merito del problema e non sul tono che ho usato…

Postato da: davidet a 11:45 | link | commenti (5) |