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"La gente non si piace al giorno d’oggi. Tolleriamo tutto ma sappiamo che i valori liberali sono fatti apposta per renderci passivi. Pensiamo di credere in Dio, ma siamo terrorizzati dal mistero della vita e della morte. Siamo profondamente egocentrici, ma non riusciamo ad affrontare l’idea del nostro io finito. Crediamo nel progresso e nel potere della ragione, ma siamo assillati dai lati più oscuri della natura umana. Siamo ossessionati dal sesso, ma temiamo l’immaginazione sessuale e dobbiamo essere protetti da enormi tabù. Crediamo nell’eguaglianza, ma detestiamo le classi inferiori. Temiamo i nostri corpi e, più di qualsiasi cosa, temiamo la morte. Siamo un incidente della natura, ma pensiamo di essere al centro dell’universo."
MILLENIUM PEOPLE, J.G. Ballard
Erminio Gozzetti non era poi così sicuro della sua visione. Offuscata dall’evaporazione dell’alcol, annebbiata dalla stanchezza della notte, l’immagine pareva chiara e nitida e un attimo dopo tutto sembrava di nuovo quel circolo dell’assurdo tanto rimpianto in film bunueliani. Il dialogo che ne seguì poteva essere stato frutto delle sue allucinazioni. L’unica speranza è che quel germe di umanità nuova portasse con sé le stigmate della tradizione: Concetta se femmina, Tano se maschio.
POPOLAZIONE DI INIZIO MILLENNIO, C.F. Luccarini
SE PERFINO IL MUGHINI…
Giampiero Mughini, re incontrastato del chiacchiericcio colto televisivo, tiene una rubrica su Il Foglio di Ferrara, Giuliano, intitolata Uffa! (con il punto esclamativo che denota una stanchezza giunta al limite della sopportazione). Sabato scorso il Mughini se l’è presa con uno dei vizi italici più evidenti che anche io contribuisco a rinfocolare sia come soggetto attivo (vado in vacanza immancabilmente dal 3 al 18 agosto) che come polemista passivo (e lasciatemelo dire, noioso): lo spopolamento delle città attorno a ferragosto. La puntata di Uffa!comincia così: “Italia quaresimale o Italia gaudente? Certo non hanno ragione quelli che sui giornali raccontano l’Italia allo stremo delle forze, come un Paese (notare la maiuscola, n.d.r.) dove sono in tantissimi a non potersi permettere le vacanze e dove nelle grandi città ci sono quartieri dove tutto funziona esattamente come in marzo o aprile. Non so dove vivono questi narratori, io vivo in un quartiere di Roma completamente vuoto e annullato dall’esodo delle settimane attorno a ferragosto. E siccome la rivolta, la più minacciosa dei tempi moderni, la rivolta degli oggetti, scatta ovviamente nei periodi dolenti, ecco che la vita si fa difficile assai”. Tralascio i guasti occorsi al frigorifero e al condizionatore del Mughini e alle considerazioni sui vestiti da portare al lavasecco (complice una colf anch’essa presa dal morbo delle vacanze attorno al 15 ma che in linea di massima il Mughini le concede) tutti chiusi, il finale mughiniano è affranto ma risoluto: “abbiamo la fortuna di vivere in un paese dove si può andare in vacanza da maggio a settembre, niente da fare. In vacanza gli italiani ci vanno tutti quei venti giorni d’agosto. Epperò ci vanno tutti, contrariamente a quanto sostengono i quaresimalisti. Penso per questo che l’Italia di oggi sia un’Italia gaudente? Non lo penso affatto. Ma che Italia è allora?”.
E visto che nessuno risponde al Mughini, cockerino lasciato solo sull’autostrada dell’Urbe, rispondo io che tornato il 17 a casa, mi sono ritrovato a vagare tra serrande calate e strade completamente vuote anche di biciclette: l’Italia è un paese ridicolo e patetico, perché ogni anno attorno a ferragosto viaggio nei più sperduti paesini dell’Europa da Nord a Sud e mai, dico mai, mi ritrovo in mezzo a deserti cittadini come la Bologna, la Milano o la Roma di questi giorni. E aggiungo: e pensate a chi vive tipo a Budrio, o Vimercate… Bastava educare le masse a spostarsi con meno fragore e in modo un pochino più sparpagliato. Non ci voleva molto. E il problema è irreversibile, sia chiaro.LEZIONI DI QUALSIASI COSA


io non ho mai dimenticato

LUI, INVECE, SI