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Nuovo post per rispondere degnamente ai commensali. (spero che nelle mie affermazioni si scorga sempre l'ironia...)
Innanzitutto che in Svizzera il costo della vita sia più basso mi fa solo capire che presto o tardi da dove sono me ne andrò, sicuro. Poi tornando all’autoriduzione. Se Casarini mi vede attraversa la strada e va a camminare sull’altro marciapiede. Io e lui, siamo umanamente agli antipodi. E poi lui è brutto cosa che io credo di non essere. Proprio brutto, sciatto, zozzo, insulso. Ed è proprio questo che lo penalizza paurosamente. I Disobbedienti sembra sempre che godano nell’essere così, tirati via, sporcaccetti, puzzolentini. Non ne comprendo i motivi. E pensate a quanto farebbe più colpo vedere un ragazzo in giacca e cravatta affermare candidamente: "Ruggero boia, dimettiti!". Sai la sorpresa, l’occhio sgranato? Insomma, Casarini non mi rappresenta, perché nemmeno io riuscirei a rappresentare me stesso, ma esiste un problema di fondo che codesti signori sollevano e al quale non possiamo sottrarci. La completa e inequivocabile perdita della misura riguardo il valore del denaro. Non esistono più proporzioni, i privilegi diventano fortilizi dell’indigenza da difendere e l’unico ragionamento che sappiamo fare è quello di rincorrere il più ricco e la ricchezza. Non ce ne accorgiamo ma è così. L’euro ha portato ad un raddoppiamento dei prezzi e ad una sostanziale parità di salari. Non è populismo o demagogia, ma realtà oggettiva che solo istituti di ricerca bendati non rilevano. Pensate solo alle famose 5mila lire al cinema di pomeriggio di veltroniana memoria (siamo nel ’96 mica nella preistoria). Beh 5mila del vecchio conio (eh si Bonolis è bravo, sa fare tv, e non mi rompete i coglioni) equivalgono a 2,58 euro. NO DICO, GENTE CI VEDO CIRCA MEZZO SPETTACOLO CON 2,58 EURO!! Ma gli esempi sono infiniti e il gioco è non fare pesare il trapasso e far credere dai due schieramenti politici che il tutto sia naturale. Ma come potete ben vedere i privilegiati continuano a campare più che bene e visto che sia i keynesiani che i neomonetaristi mi hanno insegnato che il danaro non si moltiplica sotterrandolo sotto l’albero come chiesto dal gatto e la volpe a Pinocchio, se qualcuno continua a navigare nell’oro ci saranno parecchi altri che quel lusso lo sostengono involontariamente da una condizione di miseria cronica. A questo quindi mi ribello, ad una scelta scellerata di fregarmi alle spalle della mia buonafede e della mia assoluta integrità morale e giuridica (giusto qualche esperienza sessuale a pagamento (2) e una multa in pieno agosto perché tre carabinieri col mitra mi hanno visto da lontano un chilometro mentre ero al cellulare su una strada senza anima viva al volante). Richiamo in causa Bonolis: prende troppi soldi, è un privilegiato, può fare le stesse cose, prendendo la metà dei soldi che prende. Poche storie, si stabilisce un tetto massimo per le transazioni finanziarie, chiuso, basta, silenzio. Un comunista, utopico pazzo e illuso, meglio se se ne sta zitto. Eh, no. No. Tutti i benpensanti si scandalizzano che so del medioevo con i contadini che non avevano niente da mangiare, le grandi città dell’ottocento con i mendicanti malati e malnutriti, ma oggi non siamo lontani da questo, è soltanto l’illusione che la televisione, una vacanza, un auto, la possessione di un bene materiale ci dà a renderci inebetiti e ipnotizzati di fronte alla frode. Sentiamo solo il bisogno di emulare i privilegiati. E così non si fanno passi avanti, ma solo passi di lato, o all’indietro. (continua…)
