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La spocchia, l'arroganza e l'ignoranza di un pretenzioso uomo qualunque.

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giovedì, dicembre 16, 2004

Si, va beh, dai, non ha più bisogno di un euro Michele Serra e questo mi fa piacere. Nella sua amaca di oggi, finalmente, non c’è più autocommiserazione (qualcuno avrà versato degli euri dal sito?) ma qualche divertente riga sulla contrapposizione strenna natalizia classica e strenna natalizia con le sembianze della trilogia cartacea di Oriana Fallaci. Spiritoso il confronto tra i bimbi seduti sotto l’albero e le parole/squarcio della Fallaci che grondano sangue e ingiurie naziste. Insomma, un pezzetto valido. Peccato che La Repubblica in primissima pagina pubblicizzi, in quegli spazi che si pagano sui 4000-5000 euro, la trilogia di Oriana Fallaci. Giuro, è vero, controllate. Da oggi www.eziomaurohabisognodiuneuro.it .

Inoltre i columnist locali di Repubblica giudicano la protesta antilibreria privata in Sala Borsa, ieri qui a Bologna, un atto deprecabile. Idem per il sindaco: un atto deprecabile. Mamma mia, ma cosa mangia sta gente: un piatto di maccheroni deppreccabbbile? Un pollo deppreccabbille? Ma che termini usano? Ma sapete quanto l’hanno gonfiata questa notizia i giornaletti moderati della sinistra? Guai a chi tocca il totem Cofferati. Per le colonne locali sembra di essere stati al G8 di Genova! "Le ragioni sono legittime" tuona il Balzanelli direttore, "ma non in questo modo". Urla, calci e spintoni, dicono i giornali, aggiungerei mortaretti, torte in faccia e scoregge, visto che se li erano dimenticati. Il fatto è che ieri la protesta antiprivatizzazione in quella che è la sede della più grande biblioteca pubblica europea (insomma, convivono fifty-fifty in un complesso di 7000 metri quadri una enorme biblioteca pubblica e una immensa libreria privata), è riuscita. E al Balzanelli rode come non mai. Potenti si nasce, direttore, non si diventa: se lo ricordi.

 

Postato da: davidet a 14:39 | link | commenti (7) |


Commenti
#1   16 Dicembre 2004 - 15:49
 
ah caro DT, mai d'accordo né sul cinema né sulla politica...
non so a te, ma a me (che sono laico e materialista) una protesta che parte al grido di "Fuori i mercanti dal tempio" non piace. e non mi piacciono le chiusure pregiudiziali verso tutto quello che è dichiaratamente commercio, guadagno, ricavo, danaro.
soprattutto a Bologna, dove uno come Montroni viene scambiato per operatore culturale giusto perché ospita un paio di incontri con gli autori (spesso suoi).
utente anonimo

#2   16 Dicembre 2004 - 18:56
 
credo che lei sia il dottor p., ma si firmi la prego. non so come fare a rivolgere invettive senza figurarmi il soggetto che le 'subisce'...

DT
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#3   16 Dicembre 2004 - 22:37
 
sì sono io, ma non pensavo che fossi ossessionato dal fantasma del referente.
p.
utente anonimo

#4   17 Dicembre 2004 - 09:15
 
ho letto un po' su questa vicenda per capire che ci sono torti e ragioni da ambo le parti.
- se era difficile mantenere una biblioteca pubblica e si è dovuti a ricorrere alla libreria penso che sia stata fatta una valutazione prettamente economica
- il wine bar fighetto non so che cazzo c'entri
- invitare aldo busi è stato come mettere un cerino dentro un serbatoio di benzina: una provocazione per far passare da vittime i promotori di questo ambaradan (ho letto cose che ha detto busi che nn stanno nè in cielo nè in terra, ma i manifestanti che lo chiamavano busone non eran da meno)
- la nuova giunta mi sembra deboluccia, cofferati dove cazzo era ieri? c'è molto da lavorare ma mi sembra che sergio sia un attimo spaesato fra vecchi progetti e nuove idee, stretto fra la voglia di cambiare e la necessità di ereditare delle porcherie dalla vecchia giunta. Cosa ha fatto di veramente INNOVATIVO fin ora?
- la sala borsa, concludo qui, è l'ennesima occasione sprecata.
quindi riflettano un po' tutti
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#5   17 Dicembre 2004 - 10:18
 
l'altra parola usata insieme a deprecabile era "deplorevole". l'han detto tutti. se parliamo di sala borsa.. mi viene da piangere, mi viene. adesso se vai a sentire una conferenza non capisci un cacchio col bordello che ti gira sopra e intorno. e busi l'avrei menato anch'io, per quello che diceva era assolutamente fuori luogo e chi l'ha invitato poteva immaginarlo.
p.s. ha detto che di eco non c'è da fidarsi visto che è lui ad avere inventato il dams, noto rifugio di nullafacenti. senza entrare nel merito, ricordo che lui (busi) dà lezione alla classe di Amici di MARIADEFILIPPI.
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#6   18 Dicembre 2004 - 18:25
 
Solo un sorriso

zoe
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#7   20 Dicembre 2004 - 13:25
 
caro p., se c'è una categoria alla quale non ho mai versato oboli è quella dei potenti. così da rozzo e volgare laico materialista quale sono, cerco di gerarchizzare il valore di questa presunta materia sulla quale, alla fine, si infrange ogni tipo di discussione. Non faccio crociate contro il denaro, la pubblicità e il commercio, ma spero e cerco di attenuarne l'impatto devastante. in questa 'lotta' è mio nemico anche montroni, uomo vile e fedifrago che mi fregò, di persona, vendondomi a prezzo intero un libro che nemmeno al mercatino dell'usato... e non volendomi cambiare un Canguro Feltrinelli fresco di stampa, con metà delle pagine bianche.
ecco è l'ingordigia che provo a combattere nelle sue forme più cancerogene e senza limiti. Sala borsa è uno di quei casi e da buon vecchio comunista quale sono non credo che la privatizzazione di spazi e servizi pubblici sia a livello ideale e men che meno pratico la soluzione di tutti i mali.

bando: "la voglia di cambiare" di cofferati corrisponde alla mia spinta irrefrenabile di trasferirmi, con tutto il rispetto, a tripoli in libia per il resto della mia vita. quando si accorgeranno i bolognesi e non che cofferati si è voluto parcheggiare a Bo in attesa d'altro? e guglielmi? ma lo sapete che non l'hanno inserito in una carica di altro profilo culturale nella provincia di roma, e dopo ce l'hanno rifilato a noi? (altro che l'intuizione di cofferati...)

iri: non c'è peggior scornarsi che quello fra potenti: Eco e Busi che si fronteggiano è uno scontro epocale. Detto questo era meglio invitare ersilio tonini, avremmo pregato per due ore e benedetto la libreria per altre tre e buonanotte al secchio.

DT
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