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La spocchia, l'arroganza e l'ignoranza di un pretenzioso uomo qualunque.

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venerdì, gennaio 21, 2005

mi fa piacere che l’argomento Prodi vi stimoli…
detto questo parto da una premessa: se scrivo per Liberazione non è automatico che ami Bertinotti. Poi passo a un fatto: D’Alema e Marini proposero a Bertinotti di far saltare Prodi. Inoppugnabile e storicamente verificato. Poi torno ad un’altra premessa: votai per l’Ulivo nel ’96 e odiavo Boghetta di Rifondazione che gongolava nel dire che Prodi non aveva rispettato patti e accordi e quindi che lo scaricava. Ero anche tesserato, all’Ulivo.
Ora, sono passati circa dieci anni dalla nascita, più o meno spontanea, dell’Ulivoprodi. E il mondo è cambiato, tantissimo e in peggio. Reputo quindi che non si possa più ragionare da tempo sui cambiamenti col contagocce quando si è in grado e si può mutare l’esistente in maniera radicale. C’è stato tempo per agire nell’intento di modificare la mentalità di un popolo lascivo e provinciale come quello italiano, facilmente influenzabile dai proclami autoritari, dai dittatorelli mediatici, dai possessori di porsche e ferrari. L’ulivoprodi non è più nulla dopo dieci anni, se non un contenitore di gente, illusioni e voglia di disperate rivincite. Manca un progetto reale che decide di mutare l’ordine delle cose e che mi faccia appartenere ad un partito, ad un’associazione, ad un gruppo di carmelitani scalzi. Necessito di modifiche sostanziali, chiare, a favore dei più deboli e non contrattazioni tra tecnocrati. Voglio una coscienza ambientalista che rieduchi i nostri consumi, una coscienza dell’ozio che ci spinga al godimento della vita e non al suo spreco, voglio che chi ci governa e comanda abbia più responsabilità civili e penali sul lavoro, sul dramma dei trasporti, voglio una politica che non mi faccia turare il naso. Non sono nato per fare il servo di nessuno.
Allora sentire parlare di realpolitik quando non si ha ancora sessant’anni, di leggerezza quando non si è ancora giunti alla pace dei sensi, di tassi d’interesse della banca centrale europea (cos’è oggi l’Europa con l’arrivo di 805 nuovi stati membri se non un’accozzaglia economico-finanziaria che prova ad arginare il potere statunitense?), mi fa capire che c’è qualcuno che ha il mirino sfasato. Quel qualcuno è Romano Prodi, è Fassino, è D’Alema, è Cirino Pomicino (gente voterete per Cirino Pomicino ve lo ricordo). E io sono semplicemente lontano anni luce da quello che pensano soltanto in merito ad una riforma come quella del mercato del lavoro.
Ben vengano le primarie insomma. Se il vicepremier invece di Fassino diventerà uno tra i candidati della sinistra (Bertinotti, Pecorario Scanio, Di Pietro-?-) del centro-sinistra, bene; altrimenti il ticket Ulivoprodifassino non lo voto, è semplice. Sarà una questione sociale, una questione culturale, una questione di tigna, una questione di miopia e di stupidità, ma perché affidare la mia vita a chi tratta me come l’ultima ruota del carro decisionale? Purtroppo per me Fassino e Berlusconi pari sono, con la differenza che quel coglione di Fassino, non ha nemmeno tre tv e una squadra di calcio…
Infine, io utopico e ridicolo sognatore di mondi migliori, cerco di contribuire sensibilizzando la società verso ciò che non funziona veramente. Comprate Liberazione di oggi, leggerete qualcosa riguardo l’amianto, i suoi derivati e alcune sconcerie che ha combinato Prodi come presidente della commissione UE. Non ve ne pentirete.
 

Postato da: davidet a 14:37 | link | commenti (2) |


Commenti
#1   24 Gennaio 2005 - 22:45
 
non mi lamento, ma ad una certa età si è un po' "ciecati" (in senso lato?) e allora (cazzo!), puoi scrivere un po' più in grande?
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#2   25 Gennaio 2005 - 13:19
 
comprendo le lamentele ma deve essere una questione di schermi dipc che stringono o allargano le lettere.
a me un post scritto in x-small mi occupa mezza pagina, cercherò di rimediare.
DT
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