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I PASDARAN DELLA SINISTRA Parlo del popolo che spesso ripete le parole dei leader della sinistra senza crederci per davvero. Figure inermi, inconsapevoli dell’uso strumentale che viene fatto delle loro vite, delle loro parole, dei loro pensieri. Casi sociali di pappagallismo, ma anche di timoroso sentore che ciò che sentono non corrisponde a ciò che gli tocca dire. Lo dico per una volta senza ironia, ma come pauroso dato di fatto. Argini artificiali del pensiero destrorso che incombe, andrebbero perlomeno premiati con un pochino più di fiducia e rispetto. Antefatto: qui a Bologna il sindaco Cofferati e la nuova giunta decidono in tutta fretta (per problemi di inagibilità della struttura) di spostare 270 rumeni da un palazzo occupato alcuni anni fa in una zona un po’ diroccata dalla parte Ovest della città a Villa Salus, enorme e antico stabile, nella parte Est della città. Inevitabili scoppiano le polemiche, che elenco in questo modo: 1- Razziali: rumeni ladri bastardi, finitela di rubarmi in casa, tornate nel vostro paese; 2- Nobilmente reazionarie: è una cultura nomade, dargli una casa serve a ben poco, ancor di più nel caso Villa Salus, antico palazzo nel quale ha dimorato Napoleone e dove giacciono ancora alcune strutture sanitarie (tipo camere iperbariche), e non apriamo il discorso di chi si lamenta dei pochi fondi dati dal governo ai Comuni che spende 5 milioni di euro per l’operazione rumeni 3- Istituzionalmente irritate (nella fattispecie la presidente del quartiere Savena): è una soluzione temporanea, invito tutti i comuni della provincia e il comune di bologna a prendersi le proprie responsabilità 4- Cittadino che non vuole diventare, anche se lo è stato, pasdaran (tipo il signor Tempellini e il signor Gandolfi oggi su Repubblica): io ho votato per questa giunta, ma la questione è stata mal gestita, nessuno ha avvisato il quartiere, la partecipazione dei cittadini tanto sbandierata non viene applicata, ognuno si prenda le sue responsabilità per non creare né un ghetto e nemmeno per far urlare i razzisti ai quattro venti 5- Pasdaran: non dice nulla e annuisce al sindaco con i brividi giù per la schiena pensando all’antifurto migliore per la porta di casa 6- Cofferati: "alcuni toni sono stati fuori luogo e spropositati, mi sembrava di vivere in un’altra città non Bologna" (riferendosi all’assemblea di quartiere – Savena – alla quale ha partecipato anche DT) il dibattito è aperto ricordandoci che fare di professione il politico con incarichi istituzionali non è un privilegio e nemmeno una scocciatura. Lo dico a Cofferati, che so che mi sente.
