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La spocchia, l'arroganza e l'ignoranza di un pretenzioso uomo qualunque.

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domenica, aprile 03, 2005

MORTO UN PAPA SE NE FA UN ALTRO

Soprattutto in questi giorni trovo conferma dell’impossibilità di potermi esprimere liberamente, in quanto laico malpensante, ateo per grazia di dio e in certi momenti della giornata piuttosto agnostico.

La morte del papa è stata in primo luogo la confusione totale tra pura fede, tra sentimento religioso e la melma istituzionalizzata del Vaticano. Caos babelico tra spiritualità e umanità sincera per la morte e la sofferenza di un uomo come tanti altri e l’elevazione a semidio del medesimo data da una delle più squallide e retrive istituzioni statali. Il clericalesimo è il vero colpevole di questa grancassa mediatica e di questa apoteosi della morte in diretta (rimango convinto che il papa sia morto da giorni ma che si siano costruite ad hoc le dirette tv). Le strutture ecclesiali, di uno stato che va ricordato è stato formalizzato dal caro ducetto nel ’29, hanno plasmato e continuamente rimodellato l’agonia sfavillante di un uomo fatto di carne e di ossa. Abbiamo partecipato involontariamente alla contrizione pavloviana che oramai accompagna ogni atto della Chiesa di Roma. E ora siamo ancor più succubi, ancor più servi di prima. Questo per quel che riguarda un giudizio su chi ci comanda, ma se volessimo entrare nel merito potremmo dire a tutti quei laici, a tutti quei piccolo borghesi che hanno paura di finire all’inferno e trasformano la loro naturale indifferenza in senso di colpa per l’ignoto che accadrà da morti, che si vergognino a diventare all’improvviso ‘cristiani’. La coerenza in un paese come l’Italia, in un paese di finti devoti, è merce rara. Giorni e giorni ad ascoltare peana per i viaggi del pontefice, senza raccontare quell’alone di carognetta che Giovanni Paolo si era creato attorno a sé fin dai primi anni di pontificato: la lingua in bocca con Pinochet e Videla, le proteste dei nicaraguensi oppressi a cui il papa intimava di pregare, il totale asservimento all’occidente secolarizzato ma che ha tanto bisogno di ‘spiritualità’, Giovanni Paolo, e con lui la chiesa, sono corsi dietro agli eventi, non li hanno mai compresi in anticipo, non hanno mai compreso la gravità dei drammi sociali se non dopo aver incassato gli assegni sui conti correnti delle banche svizzere (e vaticane). Le adunate oceaniche sono fumo negli occhi perché mentre questi milioni di giovani savi e puri pregavano la gente corrotta e impura moriva a fiotti di fame. E allora grazie di che, Woitjla? Grazie per una sequenza di mea culpa dopo lustri di omertà?

E ancora. L’Unità di ieri titolava, in pieno delirio agiografico: Il papa che voleva la pace. Ribalto e chiedo a Colombo che ha fatto dei master alla Columbia: ma quale papa dell’ultimo secolo, secolo e mezzo ha voluto la guerra? Ogni papa salito sul trono di Pietro ha per primo consolidato le truppe di aderenti, di simpatizzanti, di finanziatori, poi lo spirito, poi la fame nel mondo, poi i milioni di morti per aids in Africa solo perché il preservativo è male. Ma vi rendete conto cosa vuol dire mitizzare questo ex-papa? Per Woitjla aborto e eutanasia sono crimini contro l’umanità al pari di chi sgozza e uccide a sangue freddo; il divorzio e castità erano e sono tabù freudiani di cui nemmeno parlare. E ancora tutta sta storia del muro di Berlino. Ma che c’entra il papa e il cattolicesimo che in questi giorni sguazza nel raccogliere complimenti in merito? Un fico secco. L’impianto finanziario ed economico sovietico è caduto da solo, si è autodisfatto: essere come Forrest Gump nel momento in cui il crollo è avvenuto e passare di lì per benedirlo non è di certo lungimiranza storica, è il solito bieco, ma solenne, opportunismo chiesarolo.
Infine la morte. La morte per un cristiano è solo una tappa, una boa di transito verso il regno di dio. O almeno dovrebbe esserlo. La morte è dramma per chi non crede, per chi si affida alla vita materiale, al pragmatismo quotidiano. Lo dico per tutti questi miliardi di fedeli contriti che si scordano cosa gli dice la loro religione in forma base. Siate felici il papa ora se la gode anche alla ridicola facciaccia, da scout, vostra.

P.S. sì, sono malvagio, cattivo, meschino e misero, ma se qualcuno interviene, intervenga sul merito del problema e non sul tono che ho usato…

Postato da: davidet a 11:45 | link | commenti (5) |


Commenti
#1   03 Aprile 2005 - 23:58
 
..pensavo di essere l'unica a pensare queste cose.. shhh
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#2   04 Aprile 2005 - 00:00
 
non c'è che dire..sono pienamente d'accordo anche sul tono
dopo due minuti che guardo la tv mi viene il vomito..
quasi quasi copio il post e la mando sul blog "delirio cattolico" giusto per vedere l'effetto che fa, spero che la cosa non ti dia fastidio..
ciao, gianluca.
Ps: non potresti usare un carattere più grande che stavo diventando cieco per leggerti.
utente anonimo

#3   04 Aprile 2005 - 21:52
 
Sulle dirette tv non aggiungo niente, chè è abbastanza evidente, più che l'indecenza, lo sfinimento che ci hanno provocato. Una sola "difesa": la pace è indubbiamente un tema troppo generale e sbandierato per avere efficacia poitica, però Giovanni Paolo II è andato un poco oltre riferendosi abbastanza precisamente a Bush e creandogli almeno qualche problema diplomatico, cosa che per esempio manco l'ONU ha fatto...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente StefaniaAriosto

#4   05 Aprile 2005 - 14:35
 
stefaniariosto carissima, ti ricordo che anche berlusconi e lo stesso bush hanno mandato truppe in iraq per ristabilire la pace; la missione militare italiana è una missione di 'pace'. Voglio dire: credo che il valore della parola pace rimanga universale anche se deviato e costretto a capriole di senso a seconda delle latitudini di potere. Ciò che manca infatti al clero cattolico è la capacità di intervenire materialmente sul creato, di imporre con una supposta forza pragmatica la propria accezione del concetto, cosa sinceramente non fatta. E poi giovanni paolo si è sprecato un bel po' per l'iraq perchè si sa, da tareq aziz a parecchi altri omini ex potenti tra tigri e eufrate, l'iraq offriva terreno di proselitismo e diocesi da richiamare, bene o male, all'ordine. Per l'Iran l'amato pope, non hai mai fatto una parolina, come del resto per decine di dittature (birmana, coreana-del nord, ecc..) in giro per il mondo.
Esiste una sovrastruttura che è il clero dello stato del vaticano: questa magmatica e ben poco metafisica sovrastruttura detta ritmi, tempi e contenuti dell'agire dei papi e dei cardinali. E' politica allo stato puro. Lo spirito religioso tout-court è spesso donato ai quei poveri pretini che finiscono gambe all'aria in un lago di sangue magari in Sicilia, in Nicaragua, in Salvador, ecc... per loro, però, nemmeno una preghierina prima di andare a letto...

saluti
DT
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#5   21 Aprile 2005 - 23:38
 
grande Dave....
sottoscrivo pienamente. la tua integrità è fantastica...
Comunque la morte del papa si è trasformata in evento anche per la voracità (ahimè) dei mass-media..
Proprio perchè la verità (vedi nicaragua, Pinochet, Marcinkus ecc.) non riesce a sfondare la barriera del suono del clamore mediatico, (ovviamente perchè chi dovrebbe fare il giornalista cede a ricatti e mazzette in tonaca) è stato possibile 'beatizzare' mediaticamente il papa.. Certo magari lui un pò sapeva il mestiere dello show-man, e ci ha messo il suo. Però certamente se c'è stato tanto clamore è anche perchè ormai la comunicazione mondiale è affamata di riti:
Vuoi una guerra, vuoi un attentato, vuoi un maremoto... Le televisioni in questi momenti non parlano di altro...
Ma dico, se quando è morto il papa fossero scoppiate contemporaneamente una bomba atomica e un'epidemia killer o altre menate quale sarebbe stata poi la notizia prevalente?
Il Popolo vuole notizie chiare, nette, riciclabili e facilmente veicolabili, in modo da poterle riferire agli altri e sentirsi parte integrante del Rito Mediatico Mondiale..
Immaginati ora un tg che riporta le notizie nude e crude, o meglio i vari indizi che facciano pensare a quali stategie politiche-religiose vengono usate dalla Chiesa... che so una bella inchiesta sui finanziamenti dello IOR e dei flussi di denaro in svizzera.. sul riclaggio dei denari sporchi a Londra..
Nessun spettatore ci capirebbe un... Beato Cavolo (qui ci azzecca... eheh)
E allora non ci meravigliamo se uno starnuto illustre assuma + significato di un bombardamento di innocenti poveri sfigati e per di + nati sotto una religione non + adeguata ai tempi......
purtroppo la struttura dei media è questa...
sto pensando che i moderni mezzi di produzione non sianole macchine ma le struture dei media...
E allora solo nazionalizzandole e garantendo un accesso democratico potremo sperare che qualcosa cambi...

Il tuo Poeta di fiducia
utente anonimo

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