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La spocchia, l'arroganza e l'ignoranza di un pretenzioso uomo qualunque.

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mercoledì, giugno 08, 2005

LUZZATI CHI?
Posso dirlo? Non credo che Enzo Biagi e Michele Santoro siano dei martiri. Non criminali come disse Berlusconi ma nemmeno eroi o portabandiera di chissà quale ideale. Hanno fatto una ridicola campagnuccia elettorale a favore dell’Ulivo, tutto qui. Biagi si è fatto baciare da Benigni, ha fatto dire che Berlusconi è un incompetente e non so quale altra amenità. Santoro, dopo storiche e rivoluzionarie, queste sì, battaglie contro la mafia, si è rinchiuso nel tinello di casa ds, a contare le stoviglie, prima di passare da Arcore pure lui, per poi ritornare in Rai. Questo è il giornalismo in Italia, gente. Si devono servire i partiti, nemmeno gli editori. Poi capita che le due cose si sovrappongano (si veda SB), ma quando SB salta (perché prima o poi salta, statene certi) chi è che lancia l’evangelica prima pietra? Biagi? Santoro? Lilli Gruber? Mentana? Ferrara? Mica dico di non fare il tifo, parteggiare, ma nel loro lavoro provino a porsi prima una domanda inerente l’integrità e il valore della verità del fatto e poi, mica dico di non farlo, quella su quanto viene in tasca all’editore. Eppure viviamo in un’epoca dove è stato eretto il monumento ad un giornalista che dice “in 60 anni di giornalismo mai una querela”. Male, ragazzo, male. La querela significa che hai fatto scompiglio, che hai toccato, sfiorato gangli vitali. 60 anni di moderazione, di placido andazzo, sono oltretutto una gran rottura di maroni. Comunque nella serata in cui si riapre la questioncina Biagi-Santoro e in cui si raccoglie il cerone di SB, Ferruccio De Bortoli grande intellettuale quello a cui è stato rubato uno scatto mentre sorride a denti stretti per l’icona in cima alla pagina de La Settimana enigmistica, ecco lui che aveva appena ridacchiato con classe sulla celebre gaffe berlusconiana di Romolo&Remolo, ha elencato l’epurazione in rai dicendo “i soliti Biagi, Santoro e Lut, Luz, Lutz, Luzzati”. Beh, so che Luttazzi non entra nei libri di storia e che nessuno lo studierà sui sussidiari, ma per me lo dico candidamente non c’è differenza alcuna tra le due gaffe. Cretino il primo, cretino il secondo: entrambi non sapevano di cosa stavano parlando. Loro, i potenti della politica, dell’economia, del giornalismo che si spartiscono gaffe, soldi e potere. Un po’ come suggeriva Virzì in Caterina va in città e come raccontava http://bando.splinder.com in una mail privata sottolineando il glamour delle nozze tra il figlio di Bertinotti e una non so quale consigliera di Alleanza Nazionale. Gli unici a rimanerne fuori da questa disfida siamo noi, poveri coglioni, precari. Ma fieri della propria integrità morale.

Postato da: davidet a 16:11 | link | commenti (2) |


Commenti
#1   09 Giugno 2005 - 10:34
 
note: fausto indossava scarpe da 700 euro al paio.
in tranquillità poi ci parla di proprietà privata e gente che non arriva a fine mese. complimentoni
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#2   10 Giugno 2005 - 12:02
 
bel post, cazzo.
dj nepo
utente anonimo

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